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Teatro Giovanni Battista Pergolesi

Jesi
Generale

La Nominated Property include gli isolati prospicenti piazza della Repubblica. Il Teatro Pergolesi si presenta come un pittoresco sfondo scenografico, incorniciato da un lato dalla Chiesa dell’Adorazione e dall’altro da Palazzo Magagnini.

La Nominated Property include gli isolati prospicenti piazza della Repubblica. Il Teatro Pergolesi si presenta come un pittoresco sfondo scenografico, incorniciato da un lato dalla Chiesa dell’Adorazione e, dall’altro, all’angolo tra Corso Matteotti e Piazza della Repubblica, da Palazzo Magagnini, caratterizzato da un portico, sovrastato da un’ampia terrazza. Il Teatro Pergolesi sorge su un lotto isolato di forma rettangolare. Fu il fulcro di una complessa sistemazione urbana, esterna alle antiche mura e legata allo sviluppo ottocentesco della città. Con la sua facies storicista costituisce la più importante quinta architettonica della piazza.

Poco sappiamo del sipario originario. Il sipario esistente si deve a Luigi Mancini, membro dell’Accademia di San Luca, che studiò a Venezia. Lo realizzò presumibilmente tra il 1850 e il 1856, trasferendo in pittura il tipo letterario del romanzo storico: L’ingresso di Federico II di Svevia a Jesi, sua città natale nel 1216. Tra gli elementi storici conservati nel teatro si trovano 145 fondali scenici teatrali settecenteschi, originariamente appartenenti a un teatro per marionette. Questi fondali sono di proprietà della Diocesi di Jesi e sono stati concessi in comodato al Comune di Jesi nel 2000. Il teatro è dotato di due tiri in botte, che offrono maggiore controllo nei movimenti scenici, e di un argano. Tra le macchine conservate vi è anche una macchina del tuono.

A conclusione delle celebrazioni per il bicentenario del Teatro Pergolesi (1998-2001), nei locali del Ridotto, affrescati con suggestive vedute settecentesche del fabrianese Luigi Lanci, sono state allestite le sale Pergolesiane, uno spazio dedicato alla memoria del compositore Giovanni Battista Pergolesi, nato a Jesi nel 1710 e morto a Pozzuoli (Napoli) nel 1736. L’esposizione permanente comprende quadri, stampe, busti, bozzetti e medaglie che offrono un’immagine per lo più idealizzata del musicista. In seguito è satata aggiunta nel foyer del teatro di stile neoclassico, una sezione dedicata all’altro celebre musicista legato alla città: Gaspare Spontini (1774-1851), nato e morto nella vicina Maiolati.

La Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, gestisce dal 2005 il Teatro G.B. Pergolesi, per conto del Comune di Jesi. L’ente si occupa principalmente di spettacolo dal vivo e organizza annualmente il Festival Pergolesi Spontini e la Stagione Lirica di Tradizione. Ha un proprio laboratorio per la costruzione delle scenografie, organizza e promuove stagioni teatrali (prosa, sinfonica, teatro ragazzi); è, inoltre, editore musicale e agenzia formativa, promuove seminari, ricerche e studi musicologici attraverso il Comitato Studi Pergolesiani e il Comitato Studi Spontiniani; realizza progetti di formazione rivolti al pubblico (per scuole e adulti), di Teatro sociale e servizi di accessibilità all’opera lirica rivolti a persone con disabilità.

Il Teatro Pergolesi di Jesi è un centro molto attivo che, nel 2023, ha coinvolto circa una ventina tra compagnie teatrali, orchestre, corali, bande e scuole di musica e danza. Questo dinamismo culturale rende il teatro un punto di riferimento importante per la comunità artistica locale.
Il teatro ha stipulato diverse convenzioni con università e centri studi nazionali e internazionali, promuovendo collaborazioni accademiche e favorendo la ricerca e lo studio delle arti teatrali e musicali. Durante l’anno, il Teatro Pergolesi è visitabile su appuntamento.

Contesto Storico
L’età delle rivoluzioni borghesi (1789-1848)
Design e date di Inaugurazione
1790–1798
Progetto di
Francesco Maria Ciaraffoni (1720–1802), Cosimo Morelli (1732–1812)
Proprietà di
Comune di Jesi
Capienza
700
Continuità d'uso/Attività
275 giorni di apertura/anno
242 giornate di attività teatrali
33 giornate di attività culturali della comunità
Artisti
Giovanni Antonio Antolini (cartoni soffitto), Felice Giani (figurista) e Gaetano Bertolani (ornatista), Carlo Caccianiga e Carlo Antonio Bertani (scene e sipario), Luigi Facchinelli (scenari), Giuseppe vallesi (decori arco scenico e barcacce), Luigi Mancini (sipario)
Location

Jesi

Ancona
,
Marche

Popolazione in
1861
18.948 abitanti
Popolazione corrente
39.399 abitanti
  1. Teatro Giovanni Battista Pergolesi
  2. Chiesa dell'Adorazione
  3. Palazzo Magagnini
  4. Palazzo Comunale
  5. Arco del Magistrato
  6. Palazzo Ricci
Teatro Giovanni Battista Pergolesi
Pianta
Ellittico-ovoidale
Teatro Giovanni Battista Pergolesi

Facciata

Opera in stile neo-cinquecentesco di Cosimo Morelli. La parte superiore della facciata è realizzata in laterizio faccia-vista ad eccezione delle membrature in pietra bianca, in rilievo rispetto alla superficie muraria, mentre il basamento è rivestito in bugnato liscio, scandito da una sequenza di nove arcate. Alcune di queste costituiscono gli affacci sulla piazza di una serie di botteghe comunicanti internamente, con comodi vani all’altezza dei lunotti. I due piani superiori sono separati da cornici marcapiano che fanno anche da davanzali per le finestre in asse con le arcate sottostanti. In linea con la mentalità accademica dell’ambiente romano, le finestre del piano nobile sono timpanate e presentano una cornice pronunciata mentre quelle del piano superiore sono a piattabanda. La piattezza della facciata è attenuata da un balcone sopra l’arcata mediana, munito di una semplice ringhiera in ferro e sostenuto da due coppie di grosse mensole in pietra. Il pesante fascione in pietra grigia che sormonta l’attico, con al centro il grande orologio serrato in una coppia di cornucopie e di aquile federiciane, è un’aggiunta posteriore al 1839, quando Massimiliano di Beauharnais donò l’orologio alla comunità cittadina.

Disposizione degli spazi interni

Lo stretto e lungo atrio d’ingresso è disposto sul fianco destro dell’edificio. L’architettura è di gusto neoclassico, con paraste ioniche alle pareti e colonne del medesimo ordine nelle estremità absidate. Dall’atrio, attraverso una breve rampa, si accede direttamente alla sala. Il ridotto, ingentilito da analoghi partiti decorativi, è collocato al piano superiore.

Disposizione verticale

Tre ordini di palchi e un loggione.

Soffitto

Su quadratura di Giovanni Antonio Antolini, Felice Giani dipinse il plafone della sala, con il contributo dell’ornatista faentino Gaetano Bertolani. L’ellisse esterna mostra puttini danzanti con ghirlande e piccoli strumenti musicali; tra i trentadue amorini compaiono quattro satiri a ricordare la funzione tutelare sul teatro comico greco, del quale rappresentano l’aspetto popolare. L’ellisse interna accoglie un tema mitologico: Le storie di Apollo, espressione dell’avvenuto passaggio dallo stile barocco e rococò al linguaggio neoclassico.

Elementi decorativi

Le balaustre dei palchi sono decorate con eleganti stucchi dorati, che presentano motivi architettonici su fondo bianco. Le decorazioni conferiscono un tocco di sofisticata semplicità agli elementi architettonici della sala del teatro.

Informazioni

Contatti
Telefono
+39 0731 202944
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